Il vitigno Nera dei Baisi
Dopo anni di sperimentazione nella conservatoria dell'azienda di Dolcè, si apre una nuova fase del recupero di una vecchia varietà trentina, la Nera dei Baisi.
Questo vitigno rosso è diffuso in Trentino in forma sporadica, ha grappolo grande, conico, mediamente compatto e mostra una media sensibilità alle principali malattie della vite. Quando vinificato in purezza, produce un vino di colore rosso rubino carico, dotato di uno spiccato sentore di piccoli frutti (lampone, mirtillo e mora), con buona alcolicità e acidità equilibrata.
L'origine della Nera dei Baisi non è del tutto chiara.
L'ipotesi più probabile riguarda la valle di Terragnolo, una valle lunga e stretta di 21 km che si incunea a nord-est di Rovereto, tra il massiccio del Col Santo-Pasubio ed i monti Finonchio e Maggio, per spingersi fino al valico della Borcola, al confine con la provincia di Vicenza.
Sono più di trenta i piccoli nuclei abitati sparsi su questo territorio, tra i quali la Frazione di Baisi, e si trovano in prevalenza sulla sponda destra del torrente Leno. Tutto l’ambiente appare ancora incontaminato: il paesaggio è caratterizzato da campi coltivati a gradoni che presto cedono il passo ai boschi. L'altitudine media (600/900 metri) favorisce una stagione turistica molto lunga, mentre l’ambiente particolarmente tranquillo si presta a vacanze contraddistinte da ritmi di vita più rilassati.
In questo ambiente sono state ritrovate viti molto antiche, di cui il lungo abbandono aveva quasi cancellato ogni traccia anche dalla memoria. La Nera dei Baisi viene da probabilmente da qui, ed è stata presa e piantata nella Conservatoria delle viti autoctone in via di estinzione in Vallagarina, che insieme ai ricercatori dell’Istituto di San Michele all’Adige ne ha curato lo studio, la coltivazione e le microvinificazioni.
Un'altra traccia sulle origini della Nera dei Baisi ci porta a Brentonico (altipiano di Brentonico/Monte Baldo), dove si trova Palazzo Eccheli-Baisi, espressione dello "status" sociale di una famiglia mercantile del XVI secolo in procinto di accedere al titolo nobiliare.
Il Palazzo Eccheli-Baisi, ora di proprietà del Comune e sede dell’Ufficio Turistico, ospita una collezione di mobili antichi proveniente da tutto il Trentino, l'importante Giardino Botanico e il Museo del Fossile.
Visti i confortanti risultati emersi dai test e dalle degustazioni alle quali ogni anno venivano sottoposte le microvinificazioni [qui potete scaricare la scheda tecnica], si è deciso di riprodurre in scala maggiore l'esperienza con La Nera dei Baisi, che più di altre uve aveva dato origine a vini interessanti, piacevoli, dotati quindi di un certo "potenziale".
Per abbreviare i tempi è stata fatta la scelta di sovrainnestare la Nera dei Baisi su viti già in produzione.
La vendemmia 2008 ha messo a disposizione un quantitativo di uva modesto ma di entità tale da poter realizzare una produzione "vera" - e non micro - rispettando tutti i crismi della moderna tecnica enologica applicata ad un frutto tanto misterioso.
Ed è il Vinitaly 2010 che vede la nascita ufficiale delle prime bottiglie di Nera dei Baisi, presentate al grande pubblico della fiera vitivinicola veronese.





